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sabato 9 maggio 2009

La centrale termoelettrica più grande d'Europa: Cerano (Brindisi)


Il cambiamento climatico inizia qui!
Siamo in una zona della costa salentina della provincia di Brindisi, in cui una volta, molti anni fa, avremmo potuto trovare centinaia, e centinaia di bagnanti, che trascorrevano le loro serene estati in delle spiagge, che erano tra le più rinomate della zona il "Lido di Cerano".
Oggi tutto questo non esiste più!
E' stato distrutto nel 1982, tra mille dissensi, per costruirvi, al so posto, un ecomostro, che da solo riesce a produrre 1/3 di tutto il biossido di carbonio immesso in atmosfera dall'intera economia nazionale, oltre 890 milioni di tonnellate, per anno, di emissioni totali di anidrite carbonica.
Stiamo parlando della centrale termoelettrica a carbone Federico II dell'ENEL, la più grande centrale termoelettrica d'Europa, ed anche la più inquinante del mondo.
Secondo uno studio condotto dal WWF, la centrale elettrica italiana che inquina più di tutte.
Entrata in funzione nel 1990, con una potenza complessiva di 2640 MW, la centrale si trova a 12 km da Brindisi, occupa un imponente spazio di 270 ettari, comprende 4 gruppi elettrogeni alternatori, della potenza di 660 MW ciascuno, 60 GW di corrente elettrica prodotta al giorno, un modesto camino di 200 metri. E' collegata tramite quattro elettrodotti, da 380 KW, alla stazione elettrica di Tuturano, da cui si snodano le linee nazionali.
Comprende quattro torri per i generatori di vapore, due sale di controllo, gli spazi dei trasformatori, un parco combustibili liquidi, ed un piazzale dello stoccaggio del carbone, gli impianti per il recupero ceneri, e per i condenzatori, la ciminiera dove sono convogliati i fumi dopo la depurazione, le opere di presa e di restituzione al mare delle acque.
Inoltre, il carbone viene trasportato mediante uno dei nastri trasportatori più grandi che siano mai costruiti in Europa, lungo ben 13 km, che parte nei pressi del porto di Brindisi, dove arriva per mezzo di navi, e che è in grado di trasferire oltre 2000 tonnellate per ora, di combustibile alla centrale.
Il percorso così lungo, che deve affrontare, garantisce una sicura dispersione di polveri, che il vento si diverte a riversare su tutto il Salento, tanto che il Sindaco, di Brindisi, ha dovuto ordinare il divieto di coltivazione, e l'obblico di distruzione delle colture in atto, ricadenti in un area agricola del comune stesso, su una estensione di circa quattrocento ettari, sito, appuntu, in località Cerano, motivando il provvedimento con la presenza di contiminazioni lungo il percorso dei nastri trasportatori, che collegano la Cerano al porto.
La centrale è visibile da decine e decine di km, per via delle sue non indifferenti dimensioni, e, dunque, da città non molto distanti come Lecce, e da tutti i comuni provincia, che beneficiano tutti dell'apporto di nanoparticelle, e di tutti i residui della combustione del carbone, e di un olio combustibile di provenienza Venezuelana, "Orimulsion", dalla composizione chimica poco nota, dal potere inquinante, e cancerogeno, molto superiore persino al carbone stesso, ma che per il costo ridotto viene utilizzato nella centrale, e, spesso, preferito al carbone.

Per raffreddare gli impianti, la centrale è dotata di un sistema di raffreddamento, che necessita di una imponente quantità di acqua, che viene prelevata, ed in seguito reimmmessa in mare aperto ad una temperatura ben superiore.
L'impatto visivo è davvero notevole.
Osservando questo ecomostro da vicino, si rimane stupefatti, di fronte alle dimensioni imponenti della centrale, e di fronte alla quantità enorme di acqua utilizzata per il raffreddamento, e che attraverso un canale, di altrettanto grandi dimensioni, confluisce, poi, in mare.
Le emissioni di Cerano possono essere messe persino a confronto con quelle degli interi Stati Uniti, per una cifra equivalente al 5x1000 dei milioni di tonnellate riversate, ogni anno, nell'atmosfera dagli USA.
In molti, hanno notato, e molte foto dimostrano, come la quantità di fumi neri che fuoriescono da camino, nelle ore notture, sia ben superiore a quella che possiamo osservare di giorno.
Questo, probabilmente, per via dei combustibili molto più inquinanti che vengono bruciati prevalentemente di notte. Questo dà l'idea di quanto sia intollerabile l'inquinamento di questa centrale, che sversa in atmosfera una quantità impressionante di inquinanti, tutti altamente tossici e cancerogeni senza alcuna cautela.
Di conseguenza nella zona salentina, delle provincie di Brindisi e Lecce, troviamo delle incidenze di morti per cancro, che crescono con un'accellerazione notevole, proprio a partire dall'entrata in funzione di questi impianti.
Un disastro ecologico scellerato, che era sicuramente evitabile, ed oltretutto un disastro paesagistico, ed economico: in quanto le spiagge vicine, ormai, non sono più frequentate.
E' necessario precisare che la Puglia produce, con il solo stabilimento di Cerano, un'alta percentuale di energia, circa il doppio del suo fabisogno, tanto da rivenderla al Paese più vicino la Grecia, o l'Albania per evitarne la plausibile dispersione.

Nelle vicinanze vi è la spiaggia "Campo di Mare", che nostante possa godere della vista della centrale, in tutto il suo splendore, rimane ancora molto popolata nei mesi estivi, con immaginabili rischi sanitari conseguenti.
La zona, era una volta, molto frequentata, anche, per il bosco di Cerano, di particolare bellezza, per la intricata macchia mediterranea, con quercieti, pineta, filari di eucalipti.
Qui nel lido Cerano, un tempo avremmo potuto trovare un famoso corso d'acqua dolce molto fredda che i nostri nonni denominavano "Lu Fiume", questo confluiva, poi, in mare.
Conteneva acqua che sgorgava da una sorgente, che, secondo alcuni, era, anche, classificata nell'elenco delle sorgenti d'Italia.
Vi era, persino, un laghetto, di cui, oggi, ovviamente, non è rimasta traccia alcuna.
E' un vero peccato che i giovani non potranno più contemplare quello che era un vero e proprio spettacolo naturale, e che, invece, ora possiamo solo ascoltare dalla bocca dei nostri nonni, è un prezzo troppo alto da pagare per qualche migliaio di MW, per altro venduti alla Grecia.
Ci chiediamo se fosse davvero indispensabile distruggere tutto ciò, per produrre elettricità, e, sopratutto, ci chiediamo per quale motivo nessuno all'epoca si sia opposto, e come abbia potuto, un colosso come l'Enel, non incotrare grossi ostacoli nel violentare un territorio come il nostro con tale facilità.
Sono domande che necessitano di risposte politiche complesse, spesso legate a questioni di malaffare, e corruzione di gente, che preferisce vendere la propria serietà, piuttosto che preferire la salute della propria terra.
Ma ad oggi, cosa si può fare?
Nessuno si chiede per quale motivo, le fonti pulite come l'eolico, ed il solare, tardino ancora a sostituire queste centrali così inquinanti.
In realtà i problemi non sono di natura tecnica, ma solo di natura logistica e politica.
Per quanto si voglia far credere il contrario, le fonti rinnovabili, specie l'eolico, sono assolutamente pronte tecnologicamente ad una produzione massiccia di produzione elettrica a consumo.
Inoltre, comportano una spesa solo all'inizio, al momento della loro messa in opera, ma poi forniscono energia, quasi, a costo zero, senza dover comprare neppure un grammo di carbon fossile.
E, secondo gli esperti, le emissioni di anidrite carbonica sono la principale causa del riscaldamento globale, e degli impatti devastanti e dei mutamenti climatici sull'uomo e sulla natura.
Il settore energetico è responsabile del 37% delle emissioni di anidrite carbonica di origine antropica.
Eppure, i poteri forti cercano di agire affinchè la massa del pubblico si convinca che le fonti alternative non siano pronte, e che da sole non riescano a soddisfare la domanda di energia: "NULLA DI PIU' FALSO!"
Un aereogeneratore eolico occupa poco spazio, costa relativamente poco, rispetto alle grandi centrali, e produce, in media almeno 3 Mwat di potenza elettrica. Questo dà l'idea di quanto sia sbagliato, ed inutile, attualmente, investire nell'energia nucleare, per risolvere il problema energetico.
Di recente, è stato effettuato un progetto per costruire una centrale eolica, precisamente di fronte alla spiaggia di "Torre San Gennaro", a pochi Km da questa centrale.
C'è da chiedersi per quale motivo, una zona, che già negli scorsi anni è stata totalmente distrutta, debba ancora pagare un prezzo per l'energia distruggendo, anche, quel poco che ci è rimasto.
Benvenga l'eolico, ma che sia impiantato nei posti giusti, e non sempre nella solita pattumiera d'Italia, qual è considerato il Salento.
Forse, si potrebbe, anche, essere disposti ad ospitare una centrale eolica, poichè, almeno, il sistema eolico non inquina, ma a condizione che questo mostro a carbone venga dismesso in un futuro non troppo lontano.
Ma, in ogni caso, anche se la centrale venisse smantellata, nessuno potrà ridarci quel paesaggio, quella spiaggia che i nostri nonni tanto amavano, e che noi non potremo più vedere se non nella nostra immaginazione: l'immaginazione di un luogo che non esiste più, e che mai più esisterà, distrutto e devastato con disumana crudeltà per sempre!!!

Video realizzato da: inad8787
Daniele di San Pietro Vernotico (Brindisi)
Canale video:http://www.youtube.com/watch?v=uOHvGp6hiWE
Fonti:
http://www.enel.it/paesaggielettricih...
http://www.enel.it/paesaggielettricih...
http://www.cicloamici.it/carbon_gate.htm
http://www.0832.tv/archives/118/inqui...
http://www.rifondagalatone.splinder.c...
http://www.ilgazzettinobr.it/index.ph...
http://www.peacelink.it/ecologia/a/21...
http://www.brundisium.net/notizie/sho...
http://ilpotlac.blog.dada.net/archivi...

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